Secondo gli insegnamenti di Kenneth Wapnick

D 447 Come faccio a trovare la pace in questioni quali il pagare le bollette?

D #447: Sento di avere una comprensione piuttosto buona di Un corso in miracoli. Di certo ha cambiato interamente il mio atteggiamento mentale. Tuttavia, mi trovo in uno stato di frustrazione. Ho imparato come vedere il mondo, ma le preoccupazioni del mondo mi creano ancora costantemente problemi. Per me le preoccupazioni economiche – il come pagherò le bollette, sembrano essere il mio solo ostacolo. Dove posso guardare nel testo per trovare pace con questo problema? Ho chiesto delle risposte allo Spirito Santo, ma sto attendendo con impazienza la sua risposta! Forse si tratta di un bisogno di consiglio inappropriato anziché di una vera domanda sul Corso, ma apprezzerei comunque una risposta.

 

RSe hai imparato come  “vedere il mondo” dovresti sapere, almeno intellettualmente, che esso è “l’immagine esterna di una condizione interna” (T.21.in.1:5). Gesù quindi vuole che usiamo le nostre esperienze e le nostre reazioni nei confronti del mondo per imparare cosa stiamo  pensando nella nostra mente. Se sei preoccupato in merito a qualcosa nel mondo, allora c’è il desiderio, nella tua mente, di far sì che il mondo sia reale e che sia la causa della tua mancanza di pace. C’è un pensiero nella tua mente che dice: “Non voglio tornare a casa ed essere con Dio: voglio essere un individuo per conto mio, ma non voglio essere considerato responsabile di questa decisione di separarmi da Dio”. Preoccupazioni in merito a situazioni nel mondo servono bene quello scopo, che è il motivo per cui la Lezione 5 afferma “non sono mai turbato per la ragione che penso io” (L.pI.5). Anziché guardare il peccato e la colpa nella nostra mente per aver distrutto l’amore così da avere una esistenza propria, li neghiamo perché l’ego ci ha terrorizzato dicendoci che saremo distrutti di rimando. Allora li proiettiamo all’esterno e finiamo col vederci vittime di ogni tipo di cose, quali i problemi finanziari. Il problema, così, non è più la nostra colpa per la separazione ed il nostro desiderio di restare separati, ma qualcosa di esterno a noi. L’auto accusa di essere il persecutore se ne è andata dalla nostra consapevolezza. Non vogliamo neppure mai pensare che abbiamo una mente.

Così ciò che sarebbe utile per te è fare un passo indietro dalle tue preoccupazioni, e come osservatore cercare di vedere il problema come uno schermo fumogeno che nasconde il vero problema, che è la colpa nella tua mente. Non devi smettere di preoccuparti o turbarti. Hai solo bisogno di guardare in onestamente lo scopo che il problema serve e poi chiedere a Gesù o allo Spirito Santo di aiutarti in quello. I problemi sono delle difese o degli schermi fumogeni: rappresentano la decisione di stare lontani dalla nostra mente ed essere assorbiti dal mondo e dal nostro corpo cosicché non sapremo mai che le nostre esperienze sono l’effetto di decisioni che stiamo facendo attualmente nella nostra mente e che possiamo cambiare. E sono possibili solo due decisioni: rinforzare la separazione o disfarla.

Alla fine, tieni sempre a mente che nulla nel mondo potrà mai avere effetti sulla pace interiore che è una parte permanente della tua identità, a meno che tu dia ad una persona o ad una situazione del mondo il potere di farlo. Questo non sarebbe nulla di più di un semplice errore per cui è possibile una correzione istantanea chiedendo l’aiuto di Gesù per vederlo diversamente.